IL MUSEO UNIVERSALE. " DAL SOGNO DI NAPOLEONE A CANOVA."

por CURZI, VALTER

SKIRA

IL MUSEO UNIVERSALE. " DAL SOGNO DI NAPOLEONE A CANOVA."

ISBN: 978-88-572-3493-9
Fecha de la edición: 2016
Colección:
Encuadernación: RUSTICA
Nº Pág.: 312

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Resumen del libro

Accompagna la spettacolare omonima mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma, ideata per rievocare l'avventuroso recupero dei capolavori italiani dalla Francia. Da Raffaello a Tiziano, dai Carracci a Guido Reni, da Tintoretto a Canova: ecco tutti i grandi capolavori razziati da Napoleone e tornati in Italia dopo il 1815. A distanza di due secoli dal rientro delle opere d'arte requisite dai commissari del Bonaparte nei territori degli stati italiani tra il 1796 e il 1814, in questo volume, un gruppo di studiosi, ripercorre la vicenda storica e rilegge criticamente un evento complesso e contraddittorio nelle sue motivazioni politiche e culturali. Il testo riunisce i contributi di Roberto Bolzani, Carolina Brook, Valter Curzi, Michela di Macco, Sergio Guarino, Alberta Fabbri, Luca Fabbri, Maria Beatrice Failla, Luigi Gallo, Antonella Gioli, Mario Guderzo, Fabrizio Magani, Giulio Manieri Elia, Ilaria Maurelli Mariani, Claudio Parise Presicce, Mario Scalini, Ilaria Sgarbozza, Sandra Sicoli oltre alle schede delle opere e alla bibliografia generale. Un brano significativo della lettera di Pio VII a Canova datata 24 ottobre 1815, esposta in uno dei pannelli all'interno delle Scuderie, fa comprendere il senso e la profonda attualità di questa mostra. Nel 2016 ricorre un anniversario di fondamentale importanza per la storia civile e culturale dell'Europa e, in particolare, dell'Italia. Risale infatti al 1816 il rientro a Roma dei capolavori artistici e archeologici dello Stato Pontificio requisiti dai napoleonici. Questo episodio fu preceduto e accompagnato dal recupero da parte di altre amministrazioni della penisola di molti degli oltre 500 dipinti che, tra il 1796 e il 1814 nel corso delle campagne militari francesi, erano stati prelevati dai territori italiani, inviati a Parigi e selezionati per essere esposti nel nascente Museo del Louvre. In contemporanea al rientro delle opere migrate in Francia, l'Italia tutta si troverà a interrogarsi per la prima volta sul destino di migliaia di opere d'arte che avevano abbandonato chiese e conventi a seguito della soppressione degli ordini religiosi nei primi anni dell'Ottocento. La fortuna del Museo del Louvre come museo universale, la demanializzazione di una vera e propria massa di opere d'arte accumulatesi in depositi improvvisati, alimentarono un dibattito vivace sul valore pubblico del patrimonio artistico, favorendo l'apertura di musei ancora oggi tra le realtà più significative del Paese: è il caso, ad esempio, della Pinacoteca di Brera, delle Gallerie dell'Accademia di Venezia o della Pinacoteca di Bologna. È all'interno di questi come di altri musei, in Italia e all'estero, i quali osservarono con interesse l'esperienza del Louvre, che si procedette a una rivisitazione della storia dell'arte con avanzamenti significativi sia sul piano critico, sia nella valorizzazione del patrimonio culturale. L'interesse della mostra è quello di ripercorrere le tappe salienti della vicenda storica, ma soprattutto di restituire una lettura critica in grado di sensibilizzare oggi il pubblico al valore che assunse allora il patrimonio culturale nazionale, visto per la prima volta come strumento principe di educazione del cittadino e, insieme, perno di una comune identità europea. È da sottolineare che alcuni dipinti fondamentali della storia dell'Arte rimasero al Louvre, ci riferiamo alla Maestà del Cimabue, a Le Stimmate di San Francesco di Giotto o Le nozze di Cana del Veronese. Lungo il percorso museale, i visitatori hanno modo di ammirare tra dipinti e sculture, meraviglie di stupefacente bellezza quali Ritratto di Papa Leone X con i cardinali Giulio de Medici e Luigi de Rossi di Raffaello (Uffizi di Firenze), la Strage degli innocenti di Guido Reni (Pinacoteca di Bologna), la monumentale Assunzione della Vergine di Tiziano (Duomo di Verona), il Compianto su Cristo morto di Correggio e la Deposizione di Annibale Carracci (Galleria Nazionale di Parma). È esposto in via eccezionale il Monumento funebre a Guidarello Guidarelli di Tullio Lombardo, leggendario capolavoro della scultura rinascimentale, concesso per la prima volta in prestito dal Museo d'Arte di Ravenna. Difficile non emozionarsi di fronte al magnetico quadro La Fortuna con una corona di Guido Reni, una sinfonia di delicato azzurro.publiarq.com



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